Alta sensibilità e sviluppo

Così come negli adulti (qui per approfondire), anche nei bambini l’alta sensibilità si manifesta con caratteristiche che distinguono gli highly sensitive children (HSC) dai coetanei.

Diversi studi longitudinali hanno contribuito a delineare le principali caratteristiche che contraddistinguono gli HSC. Molti autori hanno confermato che l’acronimo “DOES” – proposto da Elaine Aron, le cui lettere rappresentano la profondità di elaborazione, la sovrastimolazione, la reattività emotiva ed empatica e la sensibilità ai dettagli – si può applicare anche ai bambini. È infatti evidente in questi un’elaborazione profonda, manifestata sotto forma di discorsi complessi (relativamente all’età del bambino) oppure attraverso un senso dell’umorismo molto spiccato. Allo stesso tempo, l’alta sensibilità potrebbe comportare una difficoltà nella presa di decisioni, dato che, nei bambini highly sensitive, questo processo richiede maggiore tempo, se paragonati ai coetanei. La profondità di elaborazione, inoltre, si costituisce come la principale causa alla sovrastimolazione: l’attenzione riservata ad ogni dettaglio provoca un rapido affaticamento, sia dal punto di vista mentale sia da quello fisico. Proprio per questa ragione, gli HSC tendono a evitare luoghi molto affollati o ricchi di stimolazioni. La sovrastimolazione, infatti, renderebbe il bambino maggiormente irritabile, oppure potrebbe portarlo a ritirarsi totalmente dalla situazione in cui si trova (portandolo, così, a preferire momenti in solitudine e godere della propria autonomia). A questo proposito, è interessante notare che gli HSC tendono a non guardare negli occhi le persone con cui si rapportano. Questo perché il contatto oculare risulta essere un’azione altamente stimolante. Aron, tuttavia, sostiene che spronare il proprio bambino a mantenere lo sguardo verso l’interlocutore sia un’azione estremamente utile, in quanto contribuirebbe ad aumentare le sue abilità sociali. La forte empatia che contraddistingue i bambini altamente sensibili è spesso accompagnata dall’elevata reattività emotiva: la prima permette loro di comprendere ciò che sentono gli altri, mentre la seconda si manifesta sotto forma di forte interesse per ciò che li circonda. Infine, la consapevolezza ai dettagli si riconosce chiaramente nella forte attenzione che gli HSC dedicano a eventuali cambiamenti, anche minimi, che avvengono negli ambienti che frequentano.

All’età adolescenziale è stata posta particolare attenzione poiché, in questa fase di vita, i ragazzi altamente sensibili tendono ad acquisire maggiore consapevolezza interiore rispetto ai coetanei e manifestare un possibile ritiro sociale. Avere a che fare con un highly sensitive teenager (HST) richiede particolari accortezze. Innanzitutto, la vita interiore di un HST è molto ricca: è comune che il giovane si appassioni a discipline umanistiche come la filosofia o la psicologia, in questa fase di vita. L’adolescenza, inoltre, è un periodo di numerosi cambiamenti. L’identità e la sicurezza del sé, in quanto parte di una minoranza (quella delle persone altamente sensibili), devono essere costruite all’interno di una società costituita, invece, sulla maggioranza (non-HSC/HST). Questo potrebbe portare il giovane a compiere scelte da “non-HST”, che successivamente verrebbero riviste alla luce delle inclinazioni personali. Generalmente, infatti, gli adolescenti highly sensitive tendono a presentare meno problemi rispetto ai coetanei che non lo sono. Avshalom Caspi definisce come sia raro che questi giovani si immischino in qualcosa di illegale o che facciano uso di droghe. Tuttavia, nei casi in cui questo dovesse accadere, l’azione potrebbe essere vista come una forma di “automedicazione”, così come definita da Aron, nel tentativo di superare un periodo di ansia o depressione.

Per quanto riguarda la vita sociale, è proprio durante l’adolescenza che emerge l’insicurezza. Quest’ultima nascerebbe dalla natura del periodo, connotato da alta socialità e costante confronto coi coetanei, in una fase di vita nella quale i cambiamenti fisici e mentali sono all’ordine del giorno. Tutto ciò potrebbe avere un impatto importante sull’HST, in quanto questi tende ad essere maggiormente consapevole dei propri difetti e dello sguardo altrui su di sé. È tuttavia possibile che l’adolescenza di un HST non sia caratterizzata da elevata socievolezza. Tendenzialmente, i giovani altamente sensibili preferiscono interagire e socializzare online: questa modalità consentirebbe loro di mantenere legami e relazioni con gli altri, senza il rischio della sovrastimolazione. Per quanto possa risultare facilitante tale modalità, essa presenta un limite non tralasciabile. Una comunicazione di questo tipo, infatti, tralascia completamente l’aspetto emotivo del dialogo, basato sulle sfumature della voce e dalle espressioni del volto.

La presenza di almeno un amico stretto e la frequentazione, di tanto in tanto, di posti diversi rispetto all’ambiente di casa, permettono di considerare la situazione come funzionale. La limitata socializzazione potrebbe essere la modalità dell’adolescente HS di evitare il disagio sociale, che connota prepotentemente questa fase. Un ulteriore punto di interesse, in merito al tema della socializzazione, riguarda il confronto tra l’introversione e l’alta sensibilità. Sebbene sia frequente l’associazione tra alta sensibilità e timidezza, non è questa tendenza comportamentale a rendere una persona highly sensitive. L’introversione manifestata da bambini e adolescenti, infatti, potrebbe essere considerata come una conseguenza della predisposizione alla sovrastimolazione: una situazione chiassosa o colma di persone potrebbe portare l’HSC/HST a sentirsi sopraffatto dagli stimoli che lo circondano; e pertanto la tendenza a manifestare una bassa socievolezza potrebbe essere considerata una strategia protettiva, volta ad evitare tale sovrastimolazione.


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