Daniela Zendoli

Nata a Foggia il 26 marzo 1998, ha conseguito il diploma al liceo classico "V. Lanza" e la laurea triennale in Ingegneria Elettronica per l'Automazione e le Telecomunicazioni presso l’Università degli Studi del Sannio a Benevento. Attualmente è studentessa magistrale in Mechatronic Engineering al Politecnico di Torino. È stata rappresentante degli studenti per il Consiglio unico del corso di laurea ExAT e consigliere dell’associazione Uning. Ex attrice teatrale, ha portato in scena Sogno di una notte di mezza estate e Le Baccanti. Appassionata di arte, teatro e musica classica.

L’ombra della Eldridge: il mito di Filadelfia

Ci sono navi che scompaiono perché affondano. Lasciano rottami, corpi, coordinate, un ultimo segnale radio. Altre invece vengono dirottate. E poi ci sono navi che scompaiono nel nulla, per poi riapparire come se niente fosse. Non vengono inghiottite dal mare, ma dal segreto. Spariscono dai racconti, dai registri, dalla memoria degli uomini che vi hanno […]

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La strada di casa: Dorothy Eady e il mistero della reincarnazione

Ci sono memorie che non appartengono all’infanzia, eppure arrivano prima di qualunque esperienza. Dorothy Louise Eady nasce a Londra nel 1904, in un’Inghilterra lontanissima dall’Egitto che avrebbe poi reclamato come patria. Eppure, per tutta la vita, avrà la sensazione di essere stata soltanto depositata lì: in un corpo, in un tempo, in una lingua e

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A smartphone showing an angry emoticon rests on a wooden table, emphasizing tech and emotion.

La rivolta in poltrona

Un tempo la rabbia aveva bisogno di un luogo: una piazza, una fabbrica, un’università, un bar pieno di voci, un tavolo attorno al quale qualcuno cominciava a dire che così non si poteva più andare avanti. Il malcontento cresceva lentamente, passava di bocca in bocca, si accumulava nei corpi prima ancora che nelle parole. Aveva

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From above of pack of collectible cards with images of fantastic creatures on backs located on gray backdrop

Il prezzo dell’infanzia

C’è un gesto che sembra innocente: comprare una bustina di carte Pokémon, aprirla con attenzione, far scorrere una carta dopo l’altra e sperare che l’ultima sia quella giusta. Non una carta bella, non una carta utile per giocare. Quella rara. Quella luccicante. Quella che vale. Quella da mettere subito in una sleeve, da fotografare, da

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Navajo Code Talkers: la voce segreta del Pacifico

Ci sono episodi in cui la storia rivela tutta la propria ironia. Questo è uno di quelli. Durante la Seconda guerra mondiale, il conflitto della produzione industriale, delle macchine e delle armi di massa, gli Stati Uniti finirono per affidare una parte cruciale delle proprie comunicazioni militari a una lingua che per anni avevano represso

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Sukunaarchaeum mirabile: cellula o virus?

Esiste un confine netto tra ciò che chiamiamo “cellula” e ciò che chiamiamo “virus”?Per decenni ci siamo detti di sì: da una parte la cellula, capace di crescere, trasformare energia, costruire le proprie molecole e replicarsi; dall’altra il virus, “parassita genetico” che senza un ospite resta un oggetto inerte. Poi arriva Candidatus Sukunaarchaeum mirabile e

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Versailles in saldo

La Rivoluzione francese avrebbe dovuto spazzare via per sempre i troni e le parrucche incipriate, rendere gli uomini pari tra loro. Eppure, tra le luci dei grandi balli e le cene da migliaia di euro, l’aristocrazia sembra non essere mai davvero morta, solo mutata. Oggi non la si eredita: si compra. I discendenti di un’epoca

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Quando il dibattito diventa reato: la nuova ipocrisia della tolleranza

“Dibattito: discussione alla quale prendono parte i partecipanti a un’assemblea, a una seduta, a una riunione pubblica o privata, e nella quale si contrappongono e valutano idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti proposti o a decisioni da prendere.” Sempre più spesso vi è la stessa scena che si ripete, identica a sé

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